LA MIA STORIA PERSONALE

Sono nata a Milano, nel 1963, e in quegli anni il mio papà, che faceva il rappresentante di articoli per fioristi, aveva un piccolo ufficio in casa. Sulla consolle all'ingresso c'era quindi ogni giorno un discreto mucchietto di corrispondenza, tra posta di famiglia e commerciale.
Un giorno, nel 1968, noto fra queste buste e cartoline (tutte affrancate con francobolli, all'epoca: niente etichette adesive, niente Posta Target, Postel o altre obbrobri meccanici!), una busta con un bel francobollo rosa e grigio, che cattura la mia attenzione: mi incuriosisce perché pur osservandolo attentamente, non riesco a capire se  il timbro è "vero" oppure stampato sul francobollo stesso. E' così perfetto, così rotondo, così chiaro... eppure è proprio un timbro come tanti altri. Questo e' il francobollo originale, il primo esemplare storico della mia collezione!



Da quel giorno, dopo aver ottenuto il frammento della busta con il francobollo, ogni giorno quando la mamma saliva portando la posta, per me era grande festa. Quanti "coriandoli" diversi, per forma e colore, e alla fine i miei genitori me li lasciavano tenere tutti!
Presi l'abitudine, con il permesso della portinaia, di frugare tra la posta degli altri inquilini. Nel mio palazzo, in via Alberto da Giussano, non c'erano le cassette con le chiavi, ma solo un pannello con tasche di legno a vista, nelle quali la corrispondenza veniva infilata dalla portinaia dopo essere stata smistata. Per la cronaca, il pannello, restaurato da pochi anni, è tuttora al suo posto nell'androne di fronte alla portineria, sempre lo stesso, anche se le targhette dei nomi dei condomini sono cambiate quasi tutte ...
Poiché al tempo avevo solo 5 anni e ancora non sapevo scrivere, men che meno possedevo una fotocopiatrice, il mio papà mi scrisse a mano un foglio con un messaggio ripetuto più volte (ne ricordo perfettamente il testo: "per favore, se questo francobollo non le interessa, può lasciarlo in portineria? Grazie"), di questo foglio fece poi fare diversi ciclostili, così io non dovevo fare altro che ritagliarlo per ricavarne i singoli bigliettini, riempirmi le tasche di foglietti e graffette e applicare il messaggio a ogni busta che mi interessava.
In realtà non usai mai tutti i fogli perché - già da allora contraria agli sprechi e sensibile alla possibilità del riciclo di qualsiasi materiale - riutilizzavo più volte gli stessi bigliettini e le stesse graffette che venivano lasciati in portineria con la busta o il frammento con il francobollo.

Oggi questa storia non potrebbe più ripetersi, non solo per lo scarso uso di francobolli per l'affrancatura della posta cartacea, ma soprattutto per la mentalità diversa, specialmente in una città come Milano, in cui ogni azione "dispersiva", fatta solo per cortesia, ogni utilizzo del proprio tempo per qualcosa che non sia remunerativo economicamente o che non abbia comunque un qualche tornaconto, è tanto impensabile quanto bandita dalla realtà quotidiana.
Ma questa è filosofia, non filatelia...

Con il passare degli anni, questo enorme accumulo di francobolli si trasformò lentamente in collezione. Dapprima su raccoglitori pesantissimi di cartone, a listelli, con i francobolli divisi prima per dimensione o per colore, poi per tematica. Infine cominciai, dal tabaccaio in fondo alla via presso il quale il mio papà mi mandava a comprargli le sigarette (ebbene sì, era un accanito fumatore, purtroppo), ad acquistare alcuni esemplari nuovi. Con la medesima faccia tosta presentata anni prima alla portinaia del mio stabile, (che ancora mi contraddistingue in diverse occasioni), chiedevo al tabaccaio di poter sfogliare il suo raccoglitore dove i francobolli erano divisi per taglio. La maggior parte erano le testine della Siracusana (siamo negli anni '70!) ma molti erano commemorativi, e con i soldini che mi aveva dato papà per acquistare le sigarette, riuscivo sempre a prenderne qualcuno!
Ovviamente papà lo sapeva ed era ben d'accordo, non si stupiva mai che non gli portassi mai nemmeno una monetina di resto!

Poi iniziarono le scuole medie, e con esse mi si spalancò il nuovo mondo dello scambio dei doppioni, che ritengo la base del mio approdo finale al serio commercio filatelico, e con esso la ricerca del pezzo mancante, l'acquisto del mio primo catalogo Sassone, l'inizio e la coltivazione di vere e proprie collezioni, il desiderio di andare oltre la vignetta del francobollo e di sapere quale evento commemorava, in quale contesto storico era stato emesso, che differenza c'era fra un francobollo nuovo e uno usato, insomma l'entusiastica curiosità per qualsiasi aspetto della filatelia italiana.

LA NASCITA DI FRANCOBOLLITALIA e i dovuti ringraziamenti a chi mi ha aiutato a realizzare il mio sogno!

Nel frattempo gli anni passavano e nel 1995 scopersi una realtà che mi avrebbe - in ogni senso - cambiato la vita: Internet. Sono nata nell'epoca in cui l'automobile, il telefono, gli spostamenti veloci grazie agli aerei, la televisione, erano ormai realtà quotidiane, normalità e abitudini che ho sempre dato per scontate. Ma Internet...!
Da un giorno all'altro, passai da motociclista "solitaria" a parte di un gruppo che organizzava raduni in ogni regione d'Italia, che si scambiava messaggi, consigli, opinioni tramite una mailing list, un gruppo composto da persone che se non fosse stato tramite Internet, non avrebbe mai potuto esistere.

E in uno di questi raduni, conobbi Francesco, motociclista fiorentino, matto come un cavallo - ma un cavallo di razza, un vero purosangue. Era il 19 aprile del 1997 e ai primi di maggio mi trasferii, armi, bagagli, motocicletta e francobolli, a Firenze. Sono ancora qui e sono ancora con Francesco. Grazie Internet, e grazie Francesco!

Con il suo aiuto tecnico, e con la collaborazione di mio fratello Marco Cesare, che sin da subito aveva capito il potenziale della rete, fondando una delle prime Web Agency di Milano, che dopo varie trasformazioni è ancora attiva come DigitalMover e ha la meritata reputazione di essere tra le più capaci e serie agenzie che operano nel Web, nel 1999 nasce il sito collezionistico Francobollitalia.
Nel corso di 10 anni il sito ha avuto decine di migliaia di visitatori, che ne hanno consultato le sezioni informative e divulgative, che hanno usufruito del Mercatino di annunci che per anni ho messo gratuitamente a disposizione dei collezionisti, e tramite il quale ho potuto scambiare francobolli eliminando diverse eccedenze delle mie collezioni.

Nel gennaio 2010, il grande passo: nasce Francobollitalia di Laura Canella, vendita per corrispondenza di francobolli e materiale filatelico. Ho finalmente deciso di mettere a frutto in maniera seria e professionale la mia competenza filatelica che in tanti anni ho avuto modo di accrescere, grazie alla mia innata curiosità ma specialmente grazie anche alla vera amicizia di alcuni filatelici che mi hanno "insegnato il mestiere", che mi hanno permesso di collaborare con loro e che non mi hanno mai negato il loro consiglio, la loro disponibilità e la consultazione del loro vasto archivio. Tra questi un ringraziamento particolare va a Maurizio Achini della ditta Philafer di Milano e al carissimo Ugo Messeri, purtroppo scomparso alcuni anni fa, della ditta Me-Fil di Firenze, oggi magistralmente gestita dalla figlia Susanna.

Francobollitalia non potrebbe esistere senza il sostegno dei tanti collezionisti incontrati in questi anni, anche solo virtualmente, sul mio sito o su ebay, né senza l'aiuto di Marco Cesare e dello staff della DigitalMover, che ne cura ogni aspetto tecnico, né senza l'aiuto di Francesco, che mi ha perennemente e costantemente sostenuto in questa mia avventura filatelica, la cui realizzazione non è solo un punto di arrivo ma una nuova partenza, la perfetta e riuscita fusione tra la mia infinita passione per i francobolli italiani e la mia capacità commerciale, acquisita - al di fuori del settore dal settore filatelico - in decenni di attività commerciale al pubblico a Milano e altrettanti come agente di commercio.

E infine - concedetemi la divagazione - un ringraziamento speciale va alla mia mamma, che di francobolli non ne sa niente, ma che sempre, per tutta la vita, in qualsiasi momento e in qualsiasi occasione mi ha fornito il suo sostegno, la sua disponibilità e il suo appoggio, anche critico, fornendomi nella realtà quei mezzi materiali e morali che hanno fatto di me la persona che oggi sono.